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Rivalutazione pensioni 2023, le ultime notizie sugli aumenti

Arrivano importanti novità per la rivalutazione delle pensioni 2023, la manovra del governo Meloni modifica le fasce per la perequazione che stabiliranno gli aumenti per il prossimo biennio. Scopriamo come cambia il meccanismo di adeguamento al costo della vita con le ultime notizie in merito.

Rivalutazione pensioni 2023 in legge di Bilancio

La legge di Bilancio è intervenuta per modificare l’uscita anticipata dal mondo del lavoro, con l’introduzione di quota 103, ma non solo. A cambiare, infatti, sarà anche il meccanismo per la rivalutazione delle pensioni 2023. Non più 3 fasce di reddito per la perequazione ma 6, che punteranno a favorire gli aumenti delle pensioni minime in primo luogo.

Dal 1º gennaio, infatti, la rivalutazione delle pensioni 2023 non seguirà più lo schema a 3 fasce per gli aumenti per adeguare gli assegni al costo della vita. Finora, infatti, queste erano le perequazioni previste a seconda della fascia di appartenenza:

  • rivalutazione del 100% per i trattamenti fino a 4 volte il trattamento minimo Inps (circa 525 euro);
  • rivalutazione del 90% per i trattamenti superiori a 4 volte e fino a 5 volte il minimo;
  • rivalutazione del 75% per i trattamenti superiori a 5 volte il minimo.

Dal 1º gennaio, invece, la rivalutazione delle pensioni 2023 prevede un bonus che fa salire le pensioni minime ad almeno 570 euro nel 2023 e a circa 580 euro nel 2024. Mentre si è parlato anche di taglio agli aumenti delle pensioni, perché lo schema a 6 fasce per la perequazione disegna differenti scaglioni. Ecco come si applicherà la rivalutazione delle pensioni 2023:

  • rivalutazione del 100% per i trattamenti fino a circa 2.100 euro;
  • rivalutazione dell’80% per i trattamenti inferiori o pari a 2.625 euro;
  • rivalutazione del 55% per i trattamenti tra 2.626 e 3.150 euro;
  • rivalutazione del 50% per i trattamenti tra 3.151 e 4.200 euro;
  • rivalutazione del 40% per i trattamenti tra 4.201 e 5.250 euro;
  • rivalutazione del 35% per i trattamenti oltre 5.250 euro.

Cosa cambia per le pensioni nel 2023?

Il ministro dell’Economia e delle Finanze Giorgetti ha firmato il decreto per l’aumento delle pensioni 2023, che verranno adeguate al costo della vita con una del 7,3%. La rivalutazione non verrà applicata in misura uguale per tutte le pensioni, ma a seconda delle nuove 6 fasce di appartenenza in cui ricade l'assegno oggetto di rivalutazione.

Quanto aumenta la pensione sociale nel 2023?

Per via del forte aumento dell’inflazione, a partire dal 1º gennaio 2023 assisteremo al più ingente aumento da più di 20 anni a questa parte. L'adeguamento degli assegni porterà le pensioni minime a 563,73 euro e gli assegni sociali da 460,28 a 493,88 euro.

Come funziona la rivalutazione delle pensioni?

La rivalutazione delle pensioni, dal 2023, seguirà 6 fasce e non più 3. A seconda della soglia del trattamento ricevuto si applicherà la rivalutazione dell’assegno nella percentuale di riferimento. Otterranno un aumento del 100% solo i pensionati con trattamenti fino a circa 2.100 euro mensili.

Rivalutazione pensioni 2023, le ultime notizie sugli aumenti

Arrivano importanti novità per la rivalutazione delle pensioni 2023, la manovra del governo Meloni modifica le fasce per la perequazione che stabiliranno gli aumenti per il prossimo biennio. Scopriamo come cambia il meccanismo di adeguamento al costo della vita con le ultime notizie in merito.

Rivalutazione pensioni 2023 in legge di Bilancio

La legge di Bilancio è intervenuta per modificare l’uscita anticipata dal mondo del lavoro, con l’introduzione di quota 103, ma non solo. A cambiare, infatti, sarà anche il meccanismo per la rivalutazione delle pensioni 2023. Non più 3 fasce di reddito per la perequazione ma 6, che punteranno a favorire gli aumenti delle pensioni minime in primo luogo.

Dal 1º gennaio, infatti, la rivalutazione delle pensioni 2023 non seguirà più lo schema a 3 fasce per gli aumenti per adeguare gli assegni al costo della vita. Finora, infatti, queste erano le perequazioni previste a seconda della fascia di appartenenza:

  • rivalutazione del 100% per i trattamenti fino a 4 volte il trattamento minimo Inps (circa 525 euro);
  • rivalutazione del 90% per i trattamenti superiori a 4 volte e fino a 5 volte il minimo;
  • rivalutazione del 75% per i trattamenti superiori a 5 volte il minimo.

Dal 1º gennaio, invece, la rivalutazione delle pensioni 2023 prevede un bonus che fa salire le pensioni minime ad almeno 570 euro nel 2023 e a circa 580 euro nel 2024. Mentre si è parlato anche di taglio agli aumenti delle pensioni, perché lo schema a 6 fasce per la perequazione disegna differenti scaglioni. Ecco come si applicherà la rivalutazione delle pensioni 2023:

  • rivalutazione del 100% per i trattamenti fino a circa 2.100 euro;
  • rivalutazione dell’80% per i trattamenti inferiori o pari a 2.625 euro;
  • rivalutazione del 55% per i trattamenti tra 2.626 e 3.150 euro;
  • rivalutazione del 50% per i trattamenti tra 3.151 e 4.200 euro;
  • rivalutazione del 40% per i trattamenti tra 4.201 e 5.250 euro;
  • rivalutazione del 35% per i trattamenti oltre 5.250 euro.

Cosa cambia per le pensioni nel 2023?

Il ministro dell’Economia e delle Finanze Giorgetti ha firmato il decreto per l’aumento delle pensioni 2023, che verranno adeguate al costo della vita con una del 7,3%. La rivalutazione non verrà applicata in misura uguale per tutte le pensioni, ma a seconda delle nuove 6 fasce di appartenenza in cui ricade l'assegno oggetto di rivalutazione.

Quanto aumenta la pensione sociale nel 2023?

Per via del forte aumento dell’inflazione, a partire dal 1º gennaio 2023 assisteremo al più ingente aumento da più di 20 anni a questa parte. L'adeguamento degli assegni porterà le pensioni minime a 563,73 euro e gli assegni sociali da 460,28 a 493,88 euro.

Come funziona la rivalutazione delle pensioni?

La rivalutazione delle pensioni, dal 2023, seguirà 6 fasce e non più 3. A seconda della soglia del trattamento ricevuto si applicherà la rivalutazione dell’assegno nella percentuale di riferimento. Otterranno un aumento del 100% solo i pensionati con trattamenti fino a circa 2.100 euro mensili.