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Morto in ospedale: assolti medici e infermieri

Assolti perché il fatto non sussiste. È quanto disposto dal giudice Giuseppe Zullo del tribunale di Santa Maria Capua Vetere nei confronti di 7 persone tra medici e sanitari in servizio presso l'ospedale Sant'Anna e San Sebastiano di Caserta accusati di aver provocato la morte di Massimo Iannotta, 40enne di Falciano del Massico, nel gennaio 2015.

Sotto processo sono finiti A. M., F. S., S. S., R. D'A., B. P., F. M., S. B. poiché avrebbero praticato manovre non adeguate al quadro clinico del paziente, cagionandone la morte. Iannotta giunse presso il centro di traumatologia del presidio casertano dopo un primo accesso d'urgenza all'ospedale San Rocco di Sessa Aurunca. Era stato vittima di un incidente domestico mentre effettuava una potatura e da lì la frattura allo sterno.

Il decesso di Iannotta avvenne per una insufficienza multiorgano conseguente ad uno shock emorragico determinato da una lesione dell'arteria mammaria interna conseguente alla frattura del corpo sternale. Si trattò quindi di una tragica fatalità e non di una colpa dovuta all'operato dei sanitari. Nel collegio difensivo sono stati impegnati gli avvocati Marco Schiavone e Gennaro Ciero.

Morto in ospedale: assolti medici e infermieri

Assolti perché il fatto non sussiste. È quanto disposto dal giudice Giuseppe Zullo del tribunale di Santa Maria Capua Vetere nei confronti di 7 persone tra medici e sanitari in servizio presso l'ospedale Sant'Anna e San Sebastiano di Caserta accusati di aver provocato la morte di Massimo Iannotta, 40enne di Falciano del Massico, nel gennaio 2015.

Sotto processo sono finiti A. M., F. S., S. S., R. D'A., B. P., F. M., S. B. poiché avrebbero praticato manovre non adeguate al quadro clinico del paziente, cagionandone la morte. Iannotta giunse presso il centro di traumatologia del presidio casertano dopo un primo accesso d'urgenza all'ospedale San Rocco di Sessa Aurunca. Era stato vittima di un incidente domestico mentre effettuava una potatura e da lì la frattura allo sterno.

Il decesso di Iannotta avvenne per una insufficienza multiorgano conseguente ad uno shock emorragico determinato da una lesione dell'arteria mammaria interna conseguente alla frattura del corpo sternale. Si trattò quindi di una tragica fatalità e non di una colpa dovuta all'operato dei sanitari. Nel collegio difensivo sono stati impegnati gli avvocati Marco Schiavone e Gennaro Ciero.